FAR | Festival dell’Architettura di Roma

“Dalla genesi alla visione futura: il racconto decennale di FAR.”

Seguo l’evoluzione del FAR – Festival dell’Architettura di Roma fin dalla sua nascita, documentando anno dopo anno la trasformazione di un evento che è diventato il punto di riferimento per la cultura del progetto nella Capitale. In questo speciale reportage che unisce le edizioni 2024 (“Era Ora”) e 2025, la narrazione visiva esplora il legame profondo tra la disciplina architettonica e il tessuto urbano.

Dalle installazioni nei Municipi IV e V ai dibattiti internazionali presso l’Acquario Romano, le immagini testimoniano la crescita di un festival che interroga il passato, vive il presente e progetta il futuro. Come fotografo ufficiale, il mio obiettivo è stato quello di cristallizzare la dinamicità dei workshop, l’autorità dei talk e la partecipazione collettiva dei cittadini, restituendo l’identità di un’istituzione che ho visto nascere e che continuo a raccontare attraverso la lente del design e della trasformazione sociale.

FAR 2024 | “Era Ora” e l’opera Gigante Blu

L’architettura che interroga il territorio.

L’edizione 2024, dal titolo provocatorio “Era Ora”, ha segnato un momento di forte connessione tra il festival e la periferia romana. Il cuore visivo del mio reportage è stato l’installazione del Gigante Blu: un’opera imponente, quasi aliena, che ha abitato lo spazio urbano diventando un punto di riferimento visivo e simbolico.

Fotografare il Gigante Blu ha significato giocare con le proporzioni e con il contrasto cromatico tra il blu intenso dell’opera e il tessuto materico dei quartieri coinvolti. Le immagini catturano lo stupore dei passanti e la capacità dell’architettura effimera di generare nuove piazze e nuovi centri di aggregazione sociale, trasformando per pochi giorni il volto della città.

FAR 2025 | “Rigenerazione Umana” e l’installazione Edicola

Il ritorno alla prossimità: l’Edicola come presidio culturale.

Nel 2025 il festival si è focalizzato sulla Rigenerazione Umana, portando l’attenzione sugli spazi minimi ma essenziali della vita quotidiana. Protagonista del racconto fotografico è stata l’Edicola, reinterpretata come installazione e punto di incontro.

In questo capitolo del reportage, la mia lente si è stretta sui dettagli del design e sulla funzione sociale dell’opera. Non più solo un punto vendita, ma un “altare” della cultura urbana. Gli scatti documentano la vita che gravita attorno a questa installazione: lo scambio di idee, le colazioni con gli architetti e il recupero di una dimensione di quartiere. È un omaggio alla micro-architettura che non urla, ma accoglie, raccontata attraverso una fotografia più intima, fatta di sguardi e gesti quotidiani.